La nostra storia
A nord della Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi, nasce oltre quarant’anni fa la Tenuta Bellavista Insuese. A immaginarla è Alberto Vitarelli, che dal 1980 al 2009 la guida con visione, rispetto e amore per la terra.
Fin dai primi passi, la Tenuta parla la lingua del paesaggio. Cresce in armonia con il bosco, con le colline, con il tempo lento della natura. Per custodire le risorse, Alberto crea un sistema di irrigazione sostenibile. Oltre a un bacino naturale, realizza sei laghi artificiali. Non semplici invasi, ma veri ecosistemi che oggi nutrono la biodiversità e riflettono il cielo.
Con il passare degli anni, i sentieri tra gli alberi e le strade bianche tornano a vivere. I casolari in pietra si aprono di nuovo al mondo: accolgono chi cerca bellezza, chi sceglie di celebrare, chi desidera soggiornare immerso nel verde.
Nel 2010, Sabina e Silvia raccolgono il testimone del padre. Lo fanno con passione e coerenza. Coltivano grani antichi, olive, legumi. Proteggono il paesaggio, danno forma a un’idea di ospitalità che profuma di verità. Nel 2014 la Tenuta ottiene la certificazione biologica. Due anni più tardi entra nella Riserva MaB UNESCO “Selve Costiere di Toscana”, un riconoscimento che premia la qualità ecologica e culturale del progetto.
Nel 2017 arriva anche la Menzione Speciale al concorso “La Fabbrica nel Paesaggio”. Il Club per l’UNESCO di Livorno sottolinea l’equilibrio raggiunto tra attività produttiva, cura ambientale e bellezza del contesto. È un tributo al coraggio di chi, giorno dopo giorno, rigenera la terra con le mani e con il cuore.
Oggi, la Tenuta Bellavista Insuese è un luogo da vivere. È un’azienda agricola biologica, certo. Ma è anche un rifugio d’anima per chi cerca natura autentica, prodotti sani, silenzi veri. È una storia di famiglia che continua, radicata nella terra e rivolta al futuro.

Alberto Vitarelli con la moglie Licia: alle spalle, le figlie Silvia e Sabina

